Nel cuore della Maremma grossetana, incastonati tra le pieghe di un paesaggio selvaggio, con boschi e speroni di roccia, sorgono tre borghi che sembrano usciti da una fiaba: Sovana, Sorano e Pitigliano. Uniti dalla pietra tufacea che ne scolpisce l’identità, questi centri sono l’anima più autentica dell’antica Tuscia, custodi di un’eredità etrusca, medievale e rinascimentale che si respira a ogni passo.
Dopo una notte silenziosa trascorsa tra le mura del Convento, partire alla scoperta dei borghi tufacei è un’esperienza che ha qualcosa di mistico. In poco più di mezz’ora si può arrivare in uno di questi paesi, percorrendo strade panoramiche con vigneti, vegetazione fitta e ombrosa e sentieri scavati nella roccia.
Arroccato su uno sperone di tufo, sembra scolpito dalla natura stessa. Le sue case appaiono come un prolungamento della roccia, e il borgo si sviluppa in verticale, tra vicoli scoscesi, archi e scale. È conosciuta come la “Matera della Toscana”, ma ha un carattere tutto suo, più ombroso.
Un tempo fortificata e inespugnabile, oggi Sorano affascina i visitatori con i suoi vicoli tortuosi, le cantine scavate nel tufo e la maestosa Fortezza Orsini, che domina l’intero borgo.
Imperdibile è il Masso Leopoldino, una terrazza panoramica da cui lo sguardo abbraccia tutta la valle sottostante. Anche qui si trovano le Vie Cave, che collegano il borgo alla campagna, regalando percorsi suggestivi tra natura e archeologia.
Raccolta, con un centro storico perfettamente conservato, Sovana è il borgo più piccolo dei tre ma è anche l’ideale per fare una tranquilla passeggiata tra i vicoli medievali. Antico centro etrusco e poi sede vescovile, Sovana conserva la sua bellezza di un tempo. Tra case in pietra e silenzio, si giunge alla splendida Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, un gioiello romanico. Ai margini del paese si apre il Parco Archeologico Città del Tufo, con le celebri Vie Cave, i suggestivi percorsi scavati nella roccia dagli Etruschi che collegano la necropoli al borgo e rappresentano un’esperienza imperdibile per chi ama camminare nella storia. È un luogo che resta nel cuore di chi lo incontra.
Sovana è anche il luogo natale di Ildebrando di Soana, divenuto Papa Gregorio VII, una figura centrale nella storia della Chiesa. A lui è dedicata una statua posta all’ingresso del paese, quasi a vegliare su questo angolo di Maremma.
Pitigliano è forse il più celebre dei tre borghi, e non a caso: il suo profilo inconfondibile domina maestoso la valle del fiume Lente. La vista del borgo da lontano è mozzafiato, sembra una cattedrale scolpita nella roccia, un’opera d’arte naturale e umana insieme. Il centro storico è un dedalo di vicoli, archi e scalinate, dove ogni angolo racconta una storia.
Pitigliano è anche conosciuto come la “piccola Gerusalemme” per la presenza storica di una vivace comunità ebraica. Il quartiere ebraico, con la sinagoga, il forno delle azzime e il suggestivo ghetto scavato nel tufo, è un esempio unico di integrazione e memoria.
Sorano, Sovana e Pitigliano sono molto più di tre borghi da cartolina. Sono frammenti di un territorio che invita alla lentezza, all’ascolto e alla meraviglia. Qui si cammina tra millenni, tra pareti di tufo e boschi, si assaporano vini e piatti che raccontano la terra. Un viaggio che resta dentro, come una luce calda al tramonto. Che si tratti di un weekend, di un matrimonio o di un ritiro nella natura, questi luoghi parlano al cuore. E il Convento, con la sua anima accogliente, è il punto di partenza perfetto per ascoltarli.
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