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La Storia

DAL 1278
dormire sul Monte Amiata

Dimora storica italiana

Soggiornare in una dimora storica è un’esperienza che va oltre l’ospitalità tradizionale: è un’immersione nella bellezza, nella cultura e nella memoria del passato.
Questa è la storia del Convento San Bartolomeo , un' antica dimora che è stata poi finemente ristrutturata e riportata al suo massimo splendore dalla famiglia Ricci Barbini e che ad oggi è un’ eccellenza nel territorio del Monte Amiata.

800 anni fa: l’inizio della nostra storia 

1276 Medioevo

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Si narra che lo stesso San Francesco d’Assisi abbia scelto il luogo per il primo Convento francescano di Castrum Plani Castagnarii. La prima sede del Convento, detta del “Luogo Vecchio”, si dimostrò però scomoda, sia per i cittadini di Piancastagnaio, che per i frati. Il Convento, dunque, fu traferito a Piancastagnaio. Il luogo vecchio del Convento fu concesso dal Conte Ildebrandino degli Aldebrandeschi. Il 5 settembre 1276 il Vescovo di Sovana, Mons. David Dandini, insieme ad una pastorale, aiutarono la comunità di Piancastagnaio nella costruzione della Chiesa del nuovo Convento, vicino alla Rocca Aldobrandesca. La prima pietra fu posta da Monsignor Dandini e fu piantato il “Castagnone”, visibile ancora oggi. La nuova Chiesa fu consacrata nel 1278. Il Convento, inizialmente, era abitato da 10 frati che mantennero la struttura grazie ai lasciti, alle donazioni dei pellegrini e all’aiuto dei contadini locali.

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1504 Rinascimento

Durante il periodo Rinascimentale, il Convento venne ampliato: fu costruito il Chiostro con eleganti colonne corinzie e fu affrescata la stanza del Capitolo con un ciclo di dipinti monocromi dedicati alla Storia della Vergine. Nel 1504, il Convento, fu affidato all’ordine de’ Minori Conventuali della Terra di Piano, purché versassero una libbra di cera l’anno. Alcuni ribelli cominciarono a turbare la quiete del Convento. Il popolo pianese protestò contro queste incursioni, finché il Vescovo di Sovana intervenne infliggendo pene severe. Molti altri pontefici, tra cui Giulio II, Clemente VIII, Paolo III, Pio V, Sisto V, intervennero a difesa dei frati francescani di Piancastagnaio infliggendo anche loro sanzioni e scomuniche. Gregorio XIII, Innocenzo XI, Alessandro VIII, invece, concessero Indulgenza Plenaria ai fedeli iscritti alla confraternita della concezione di S. Elisabetta, con sede nel chiostro del Convento.

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1808 Napoleone

Napoleon Bonaparte til Hest -  fra bogen Jacques-Louis David -  Empire to Exile, Philippe Bordes

Napolen blev f¯dt p Korsika 15. august 1769 Efter at have vÊret f¯rste konsul blev Napoleon Bonaparte i 1804 fransk kejser. I 1796 blev han gift med JosefinÈ Beauharnais.
Ca. 1809-1810 giftede han sig igen denne gang med Êrkehertuginde Marie-Louise af Habsburg, der i 1811 f¯dte ham en s¯n, der d¯de i en ung alder.Napoleon Bonaparte tabte et afg¯rende slag ved Leipzig 1813 og blev 1814 i Fontainebleau tvunget til at abdicere. Han blev forvist til Elba. I marts 1815 vendte han tilbage og fors¯gte at reetablere kejserd¯mmet (de 100 dage). Efter slaget ved Waterloo den 18. juni 1815 overgav han sig til den britiske regering der forviste ham til ¯en Sankt Helena. Her levede han til sin d¯d den 15. maj 1821.

Le condizioni dei contadini, come dei numerosi fittavoli, erano le migliori che si potessero desiderare, ma ci fu un brusco arresto. Con la soppressione dei beni della Chiesa voluta da Napoleone Bonaparte nel 1808, il Convento fu chiuso e i frati dispersi. Tutti i beni dei frati furono messi in vendita ed acquistati dagli antichi livellari, fittavoli e dai ceti benestanti dell’epoca. Il Convento fu soppresso in seguito all’editto Napoleonico e, poi, requisito dal Granduca Leopoldo di Toscana. Il nobile senese Malvolti lo acquistò e successivamente, dal 1808, fu dato in affitto alla famiglia Barbini.

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1816 Una storia di famiglia

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Nel 1816 il Convento fu acquistato da Vincenzo Barbini, che passò poi al primo figlio, il notaio Mariano Barbini. Quest’ultimo ebbe 9 figlie femmine e 2 maschi; ereditò, quindi, il Convento il primo figlio maschio, Carlo che, non essendo sposato, lasciò nel 1923 al nipote Carlo Ricci tutte le sue proprietà, tra cui il Convento e il cognome Barbini. E’ stato il Prof. Vittorino Ricci Barbini, figlio di Carlo, che ha riportato all’antico splendore l’intero complesso, per farne la dimora della sua famiglia, mettendola a disposizione degli “amanti della storia e del bello”.

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2020 La passione di una famiglia

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Oggi il Convento apre le sue porte a chi ha il gusto della storia, a quanti amano i luoghi unici e irripetibili della Toscana.

A chi ama il calore e la magia di una terra ancora sconosciuta, quella che si trova alle pendici del Monte Amiata, una montagna ricca di natura e di luoghi incontaminati. Per questo è il luogo ideale se volete passare un weekend in Toscana.

I fratelli Ricci Barbini - Marianna, Elena e Carlo - hanno scelto di condividere e portare avanti il sogno del proprio padre, Vittorino: quello di rendere il Convento un “luogo di famiglia”, dove storia, arte e tradizione, si fondono in un'oasi di benessere, creando una piacevole commistione tra l'amore per una tradizione millenaria e l'attenzione e la cura per i dettagli.

Scopri tutti i dettagli della nostra struttura .

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1276 Medioevo

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Si narra che lo stesso San Francesco d’Assisi abbia scelto il luogo per il primo Convento francescano di Castrum Plani Castagnari. La prima sede del Convento, detta del “Luogo Vecchio”, si dimostrò però scomoda, sia per i cittadini di Piancastagnaio, che per i frati. Il Convento, dunque, fu traferito a Piancastagnaio. Il luogo vecchio del Convento fu concesso dal Conte Ildebrandino degli Aldebrandeschi.
Il 5 settembre 1276 il Vescovo di Sovana, Mons. David Dandini, insieme ad una pastorale, aiutarono la comunità di Piancastagnaio nella costruzione della Chiesa del nuovo Convento, vicino alla Rocca Aldobrandesca. La prima pietra fu posta da Monsignor Dandini e fu piantato il “Castagnone”, visibile ancora oggi. La nuova Chiesa fu consacrata nel 1278. Il Convento, inizialmente, era abitato da 10 frati che mantennero la struttura grazie ai lasciti, alle donazioni dei pellegrini e all’aiuto dei contadini locali.

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1504 Rinascimento

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Durante il periodo Rinascimentale, il Convento venne ampliato: fu costruito il Chiostro con eleganti colonne corinzie e fu affrescata la stanza del Capitolo con un ciclo di dipinti monocromi dedicati alla Storia della Vergine. Nel 1504, il Convento, fu affidato all’ordine de’ Minori Conventuali della Terra di Piano, purché versassero una libbra di cera l’anno. Alcuni ribelli cominciarono a turbare la quiete del Convento. Il popolo pianese protestò contro queste incursioni, finché il Vescovo di Sovana intervenne infliggendo pene severe. Molti altri pontefici, tra cui Giulio II, Clemente VIII, Paolo III, Pio V, Sisto V, intervennero a difesa dei frati francescani di Piancastagnaio infliggendo anche loro sanzioni e scomuniche. Gregorio XIII, Innocenzo XI, Alessandro VIII, invece, concessero Indulgenza Plenaria ai fedeli iscritti alla confraternita della concezione di S. Elisabetta, con sede nel chiostro del Convento.

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1808 Napoleone

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Le condizioni dei contadini, come dei numerosi fittavoli, erano le migliori che si potessero desiderare, ma ci fu un brusco arresto. Con la soppressione dei beni della Chiesa voluta da Napoleone Bonaparte nel 1808, il Convento fu chiuso e i frati dispersi. Tutti i beni dei frati furono messi in vendita ed acquistati dagli antichi livellari, fittavoli e dai ceti benestanti dell’epoca. Il Convento fu soppresso in seguito all’editto Napoleonico e, poi, requisito dal Granduca Leopoldo di Toscana. Il nobile senese Malvolti lo acquistò e successivamente, dal 1808, fu dato in affitto alla famiglia Barbini.

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1816 Una storia di famiglia

salone suggestivo storico

Nel 1816 il Convento fu acquistato da Vincenzo Barbini, che passò poi al primo figlio, il notaio Mariano Barbini. Quest’ultimo ebbe 9 figlie femmine e 2 maschi; ereditò, quindi, il Convento il primo figlio maschio, Carlo che, non essendo sposato, lasciò nel 1923 al nipote Carlo Ricci tutte le sue proprietà, tra cui il Convento e il cognome Barbini. E’ stato il Prof. Vittorino Ricci Barbini, figlio di Carlo, che ha riportato all’antico splendore l’intero complesso, per farne la dimora della sua famiglia, mettendola a disposizione degli “amanti della storia e del bello”.

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2020 La passione di una famiglia

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Oggi il Convento apre le sue porte a chi ha il gusto della storia, a quanti amano i luoghi unici e irripetibili della Toscana. A chi ama il calore e la magia di una terra ancora sconosciuta, quella che si trova alle pendici del Monte Amiata, una montagna ricca di natura e di luoghi incontaminati. I fratelli Ricci Barbini – Marianna, Elena e Carlo – hanno scelto di condividere e portare avanti il sogno del proprio padre, Vittorino: quello di rendere il Convento un “luogo di famiglia”, dove storia, arte e tradizione, si fondono in un’oasi di benessere, creando una piacevole commistione tra  l’amore per una tradizione millenaria e l’attenzione e la cura per i dettagli.

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    • Indirizzo

      Convento San Bartolomeo
      Viale G. Vespa 368
      53025 Piancastagnaio (Siena)

      San Bartolomeo S.r.l. | P.IVA 01572690525

       

    • Info & Prenotazioni

      info@conventosanbartolomeo.com
      0577 787120
      +39 388 9378801

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      CIR della struttura BB: 052020BBI1001

      CIR della struttura srl: 052020REP0002

      CIN del BB: IT052020B4SF5AJGL5

      CIN CONVENTO SRL: IT052020B9YJBGQWLC

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