Se hai intenzione di scoprire il Monte Amiata attraverso le sue sorgenti naturali e la sua biodiversità, il progetto “Le Vie dell’Acqua” ti guiderà attraverso alcuni dei luoghi più belli e autentici della zona. Questa iniziativa, sostenuta dai comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Castiglione d’Orcia, Santa Fiora e Seggiano, promuove un turismo lento e sostenibile, perfetto per chi ama immergersi nella natura e nella storia del territorio.
Il Monte Amiata è una delle mete turistiche più affascinanti della Toscana, grazie ai suoi paesaggi mozzafiato e alla sua ricca storia. Questo territorio è stato abitato sin dalla preistoria e gli Etruschi lo consideravano un luogo sacro. Tappa della Via Francigena, il Monte Amiata è un terreno fertile ricco di boschi e sorgenti che in passato costituivano la riserva idrica per le province di Grosseto e Siena.
I sentieri delle Vie dell’Acqua permettono di scoprire la natura e la cultura della zona attraverso le antiche vie dell’acqua, per un totale di circa 40 chilometri di percorsi che attraversano antichi mulini, fonti, lavatoi, ponti, borghi medievali e boschi secolari. Questi cinque itinerari consentono di esplorare il territorio con le sue storie, i luoghi e le persone che li abitano o li hanno abitati.
Difficoltà: Facile | Lunghezza: circa 10 km | Dislivello: minimo
Il primo percorso ti porterà lungo le strette vie del centro storico di Santa Fiora, tra antiche mura e pregiate ceramiche robbiane, fino alle suggestive sorgenti del Fiora, per poi proseguire lungo il Percorso dei Mulini. La chiesa di San Rocco sarà il tuo punto di partenza per raggiungere il deposito del Terraio a Marroneto.
Questo sentiero offre la possibilità di scoprire una parte importante della storia del territorio. Lungo il percorso si possono ammirare alcuni esempi di architettura idraulica, come il potabilizzatore di Santa Fiora, un edificio in muratura che risale al 1928 e rappresenta un esempio di architettura industriale di inizio Novecento. Questo edificio, che si trova all’inizio del sentiero, ospita ancora oggi alcune delle macchine e delle attrezzature utilizzate per la depurazione dell’acqua.
Il Serbatoio Marroneto, invece, è un edificio in pietra che si trova sulla collina sopra Santa Fiora. Questo serbatoio, che risale alla fine dell’Ottocento, era utilizzato per la distribuzione dell’acqua potabile alla popolazione. Oggi il Serbatoio Marroneto è stato restaurato e ospita una mostra permanente sulla storia dell’acqua e dell’architettura idraulica nel territorio del Monte Amiata.
Camminando lungo questo sentiero, si possono ammirare alcuni esempi di architettura industriale e idraulica che testimoniano la grande importanza dell’acqua per la vita delle comunità locali.
Difficoltà: Media | Lunghezza: circa 8 km | Dislivello: 300 m
L’Anello Cascata d’Acqua d’Alto è uno dei percorsi più suggestivi del Monte Amiata, un viaggio nella natura e nella storia che permette di scoprire alcune delle bellezze naturali più straordinarie del territorio. Il percorso si snoda lungo le pendici del monte e attraversa diversi villaggi, offrendo la possibilità di ammirare splendidi panorami.
Partendo dalla Porta dell’Orologio di Arcidosso, arriverai al villaggio di Fornaci, dove potrai visitare la casa natale di David Lazzaretti, il cosiddetto “Profeta dell’Amiata”. Lungo il percorso incontrerai i ruderi del “Mulinaccio” e la Fonte dell’Acqua Bona, una sorgente naturale di acqua fresca e limpida che sgorga dal cuore del monte e rappresenta una vera e propria oasi di frescura e tranquillità.
Il percorso ti condurrà anche alla fabbrica delle Terre Gialle, dove si produceva il colore Terra di Siena, un luogo di grande interesse storico e culturale. Ma il vero tesoro di questo itinerario è la spettacolare Cascata d’Acqua d’Alto, situata tra boschi rigogliosi e pareti rocciose, dove l’acqua si getta in un salto di circa 25 metri in una vasca naturale.
Per accedere alla cascata, è necessario percorrere un breve tratto di sentiero tra la vegetazione e le rocce. Una volta arrivati, si può godere del fresco della cascata e della bellezza del paesaggio circostante, uno spettacolo indimenticabile.
Difficoltà: Facile | Lunghezza: circa 5 km | Dislivello: 200 m
L’Anello Burlana è uno dei percorsi più suggestivi e affascinanti del Monte Amiata, perfetto per chi cerca un’escursione non troppo impegnativa ma ricca di bellezza. Il percorso si snoda attraverso boschi, sorgenti naturali, antiche costruzioni in pietra e borghi medievali, offrendo panorami spettacolari.
Il percorso inizia dal parcheggio del piccolo borgo di Tepolini, dove si trova anche una fontana monumentale del XIX secolo, e prosegue lungo un sentiero che si inoltra tra faggete e boschi di castagni del Monte Amiata. L’itinerario si snoda tra salite e discese, attraversando paesaggi di grande suggestione.
Durante il percorso incontrerai la sorgente della Burlana, una fonte di acqua fresca e limpida che sgorga dal cuore del monte. Lungo il cammino potrai ammirare anche antiche costruzioni in pietra, come il ponte medievale di Casabianca e l’antico mulino di Gello, dove si può ancora comprendere il funzionamento dei mulini ad acqua.
Il sentiero attraversa i villaggi di Pian di Ballo e del Leccio, luoghi di silenzio e pace dove scoprire gli antichi seccatoi che in passato erano destinati all’essiccazione delle castagne. Camminando lungo il percorso si possono anche incontrare borghi medievali come il suggestivo borgo di Seggiano, che conserva ancora le tracce del passato e una grande varietà di opere d’arte.
Il vero tesoro del percorso è rappresentato dai panorami mozzafiato: dall’alto si può ammirare la valle dell’Ombrone e, nelle giornate terse, il mare in lontananza.
Difficoltà: Difficile | Lunghezza: circa 7,5 km | Dislivello: 500 m
Il Sentiero Arbure-Bugnano è l’escursione più impegnativa delle Vie dell’Acqua, ma è anche tra le più belle e suggestive. Questo percorso, che collega il villaggio di Collevergari alle sorgenti di Arbure e Bugnano appena fuori Castel del Piano, richiede una buona preparazione fisica ma offre un’esperienza indimenticabile.
La prima parte del sentiero è caratterizzata da una ripida salita su sentieri sassosi, ma la fatica viene ripagata dalla bellezza del paesaggio. Si attraversano boschi di castagneti secolari curati come giardini, che offrono una vista spettacolare sui giganti di roccia lavica che emergono tra le foglie come antiche sentinelle.
Il sentiero si arrampica lungo mulattiere storiche, dove ogni passo racconta la storia delle comunità che hanno vissuto e lavorato in questi luoghi. Lungo il percorso si incontrano anche alcune sorgenti naturali che contribuiscono ad arricchire l’itinerario con la loro bellezza e freschezza.
La sorgente di Arbure è una delle più importanti della zona, e dista solo un chilometro da quella di Bugnano. Il percorso si conclude in una zona particolarmente suggestiva, circondata da boschi di faggi e conifere, dove le due sorgenti creano un’atmosfera di pace e tranquillità.
L’escursione è adatta a escursionisti esperti e offre una delle esperienze più autentiche del Monte Amiata, sia dal punto di vista naturalistico che storico.
Difficoltà: Media | Lunghezza: circa 10 km | Dislivello: 350 m
Il quinto percorso delle Vie dell’Acqua è l’Anello dell’Ermicciolo e Capovetra, un itinerario che parte dal borgo di Vivo d’Orcia o dal parcheggio lungo la strada che conduce a Seggiano. Questo sentiero ti immerge completamente nel verde intenso delle foreste amiatine.
Fin dai primi passi ti troverai circondato da boschi secolari di faggi e abeti. L’itinerario si snoda per circa 10 chilometri, dove ogni passo, anche il più faticoso, sarà compensato dalla bellezza del paesaggio e dalla sensazione di totale immersione nella natura.
Il sentiero ti porterà a incrociare gli incanalamenti dell’acqua della “Gorina”, dove l’acqua scorre limpida e silenziosa, circondata da alberi secolari che creano un’atmosfera quasi magica. Questi antichi sistemi di canalizzazione testimoniano l’ingegno delle popolazioni locali nella gestione delle risorse idriche.
Il cuore di questo percorso è però la Sorgente di Capovetra, un luogo incantato dove l’acqua sgorga direttamente dalla roccia creando un ambiente di straordinaria bellezza. Questo è il posto perfetto dove fermarsi a riposare, godere del panorama e respirare l’aria fresca e pura dei boschi del Monte Amiata.
Il percorso offre anche scorci panoramici sulla Val d’Orcia e sui paesaggi circostanti, regalando momenti di pura contemplazione.
Le Vie dell’Acqua del Monte Amiata sono percorribili tutto l’anno, ma ogni stagione offre un’esperienza diversa. La primavera veste i sentieri di colori vivaci con le fioriture spontanee, mentre l’estate offre il refrigerio delle sorgenti e l’ombra dei boschi. L’autunno regala atmosfere magiche con i boschi tinti di rosso e oro, e l’inverno può riservare sorprese con leggere nevicate che rendono il paesaggio ancora più suggestivo.
Le ore migliori per percorrere questi sentieri sono quelle del mattino presto o del tardo pomeriggio, quando la luce crea giochi di ombre sulla vegetazione e la temperatura è più gradevole.
Per affrontare i percorsi delle Vie dell’Acqua è importante essere adeguatamente attrezzati. Porta con te:
È fondamentale rispettare la natura circostante e non abbandonare rifiuti lungo il percorso, per preservare la bellezza di questi luoghi per le generazioni future.
Se soggiorni presso il nostro Convento San Bartolomeo a Piancastagnaio, i percorsi delle Vie dell’Acqua sono facilmente raggiungibili e rappresentano un’occasione unica per scoprire il Monte Amiata nella sua essenza più autentica. Questi sentieri ti permetteranno di esplorare un territorio dove l’acqua ha plasmato non solo il paesaggio, ma anche la storia e la cultura delle comunità locali.
Le Vie dell’Acqua sono molto più di semplici percorsi escursionistici: sono un viaggio nella memoria del territorio, dove ogni sorgente, ogni mulino, ogni borgo racconta una storia di resilienza, ingegno e armonia con la natura. Un’esperienza indimenticabile per chi ama il trekking consapevole e desidera scoprire le bellezze nascoste della Toscana meridionale.
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